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Quando non mandare un video a un cliente

Quando fare una call con il cliente invece di un video: brutte notizie, contestazioni, prezzi e dati sensibili. Cosa mandare al posto del video e come prepararsi.

Nicolas Ricardi6 min di lettura

In breve

  • Il video va in una sola direzione. Lascialo perdere quando il cliente deve reagire, chiedere o obiettare sul momento.
  • Brutte notizie, trattative sul prezzo e feedback emotivamente carichi vanno in call; contestazioni e questioni contrattuali vanno per iscritto.
  • Non registrare dati sensibili o personali: condividi lo schermo dal vivo senza registrare, oppure usa dati di prova.
  • Alcuni clienti preferiscono semplicemente leggere. Se rispondono alle email in un'ora e non aprono mai i video, scrivi.
  • Il video aiuta comunque intorno a queste conversazioni: una breve spiegazione prima della call, un riepilogo scritto dopo.

Capire quando fare una call con il cliente invece di mandare un video conta soprattutto quando le notizie non sono buone. Non mandare un video quando il cliente deve reagire, chiedere o obiettare sul momento: brutte notizie, contestazioni, trattative sul prezzo, feedback emotivamente carichi, dati sensibili e clienti che preferiscono leggere. Usa invece una call o un’email, e tieni il video per quello che sa fare bene: preparare la conversazione e mostrare i dettagli.

Perché il video non funziona in certe conversazioni

Un video per il cliente è un monologo. È il suo punto di forza in una revisione del design o in una consegna: spieghi una volta, il cliente guarda quando gli fa comodo, nessuno deve fissare uno slot. Ma la stessa cosa ti si ritorce contro quando l’argomento è delicato:

  • Non vedi la reazione. Se al quarantesimo secondo il cliente aggrotta la fronte, tu continui a parlare per altri tre minuti.
  • Il cliente non può interromperti. La sua prima domanda aspetta fino alla fine, e intanto è cresciuta.
  • Il tono è fissato. Non puoi ammorbidire una frase che è arrivata male.
  • Può girare. Un link si può inoltrare a un capo o a un socio e guardare fuori contesto.

E poi c’è il messaggio che passa dal formato. Un video registrato su un problema può dare l’idea che tu abbia scelto di non affrontare il cliente. Per gli aggiornamenti di tutti i giorni non importa a nessuno; per le brutte notizie, sì.

Sei casi in cui lasciar perdere il video

Brutte notizie

La messa online slitta di due settimane. Il budget non basta per l’ultima fase. Il tuo team ha rotto qualcosa in produzione. Alza il telefono o fissa una breve call, dillo chiaramente nel primo minuto e lascia che il cliente faccia le sue domande. Poi manda un riepilogo scritto con le nuove date e cosa state facendo per rimediare.

Contestazioni e questioni contrattuali

Quando non siete d’accordo sul perimetro del progetto, su un pagamento o su cosa dice il contratto, scrivi. Le parole esatte contano, e un’email è una traccia che entrambe le parti possono citare. Una frase detta in un video è facile da fraintendere e difficile da citare. Se il contratto stabilisce come vanno inviate le comunicazioni formali, segui quelle regole.

Trattative sul prezzo

Spiegare un preventivo in video funziona bene: il cliente vede come sei arrivato ai numeri prima di aprire il PDF, come mostriamo in come presentare un preventivo al cliente con un video. Trattare è un’altra cosa. È un botta e risposta, e uno sconto offerto in una registrazione diventa il punto di partenza del giro successivo. Spiega in video, tratta dal vivo.

Feedback emotivamente carichi

Dire a un cliente che la sua idea preferita non funziona, che i testi che ha scritto non sono pronti o che il suo team sta rallentando il progetto: dillo dal vivo, dove senti come arriva e puoi correggere il tiro. Vale anche al contrario. Se un cliente ti ha mandato un feedback duro, rispondi con una call, non con una difesa registrata. Per i normali commenti sul design il video va benissimo; leggi come dare feedback su un design con un video.

Dati sensibili o personali

Una registrazione dello schermo cattura tutto quello che c’è sullo schermo, e la copia condivisa resta su un server finché non viene cancellata. Evita di registrare informazioni sulla salute, buste paga, elenchi di clienti con nomi veri, coordinate bancarie o password. Il GDPR protegge in modo più rigoroso alcuni tipi di dati, come quelli relativi alla salute, che rientrano nelle categorie particolari di dati personali (articolo 9). Se devi mostrare una schermata di quel tipo, condividila dal vivo in call senza registrare, oppure passa a dati di prova.

Clienti che preferiscono leggere

Alcune persone leggono più in fretta di quanto guardino, usano uno screen reader o lavorano in un ufficio dove nessuno fa partire l’audio alla scrivania. Se un cliente risponde alle email entro un’ora ma i link ai tuoi video restano chiusi per giorni, hai la tua risposta. All’inizio del progetto chiedigli come preferisce ricevere gli aggiornamenti, e rispetta la sua scelta.

Quando fare una call con il cliente: un test veloce

Prima di premere Rec, fatti quattro domande. Se la risposta è sempre no, registra.

Quattro domande prima di registrare
Domanda Se la risposta è sì
Il cliente deve reagire o decidere in tempo reale? Fissa una call
Potrebbe turbare lui, o te? Fissa una call
Vorresti sentirti citare queste parole esatte tra sei mesi? Scrivilo
C’è qualcosa sullo schermo che non vorresti venisse inoltrato? Non registrare, o prima ripulisci lo schermo

Applicato alle conversazioni che agenzie e freelance affrontano ogni mese, il test dà questo risultato:

Quale formato per quale conversazione con il cliente
Situazione Formato migliore Poi
Ritardo sulla messa online, un errore, budget sforato Call Riepilogo scritto
Disaccordo sul perimetro o su un pagamento Email Call se resta bloccato
Trattativa sul prezzo Call Preventivo rivisto per iscritto
Feedback duri, in entrambe le direzioni Call Breve sintesi scritta
Schermate con dati sensibili Condivisione dello schermo dal vivo, non registrata Appunti senza i dati
Revisione del design, aggiornamento, consegna Video Il cliente risponde per iscritto
Spiegazione del preventivo Video Call se vuole trattare

Per la guida completa alla scelta, email e chat comprese, leggi call o video.

Cosa fare invece

  1. Fissa la call in fretta. Una call di dieci minuti in giornata vale più di un messaggio perfetto domani. Scrivi nell’invito di cosa si tratta, così il cliente non viene preso alla sprovvista.
  2. Parti dal punto. “La messa online slitta di due settimane. Ti spiego perché e cosa stiamo facendo.” Poi ascolta.
  3. Scrivi il riepilogo in giornata. Cosa avete concordato, le nuove date, chi fa cosa. È questo che fa fede.
  4. Usa il video per i dettagli, se aiuta. Una spiegazione della nuova timeline o del design rivisto può seguire il riepilogo, una volta superata la parte difficile.

Il passaggio 4 in pratica: il riepilogo è l’email, e il link al video sta sotto, per chi vuole vedere i dettagli.

Mail· a Carla

Ciao Carla, grazie per la call di stamattina. Come d’accordo: la messa online passa dal 3 al 17, finiamo prima il checkout e tu ci mandi le foto dei prodotti entro venerdì.

Se ti è utile, qui c’è una spiegazione di due minuti della nuova timeline, settimana per settimana. Le date che contano sono quelle scritte qui sopra.

Nuova timeline del lancio, settimana per settimanaJustRec · 2:15

Usa il video per preparare la call

Il video non è nemico delle riunioni: le accorcia. Quando serve una call per decidere, manda il giorno prima una breve spiegazione. Mostra le opzioni, i numeri o i due design, e chiudi con la domanda su cui deciderete insieme.

Slack· a Carla

Ciao Carla, prima della call di giovedì: quattro minuti sulle due opzioni, togliere la wishlist o spostare il lancio di due settimane, e quanto costa ciascuna. Non serve che rispondi, decidiamo insieme in call.

Due opzioni per la data di lancioJustRec · 4:02

La regola: il video serve per informare e preparare, la call per dare le notizie e trattare, lo scritto per mettersi d’accordo. La guida completa ai video asincroni per comunicare con i clienti mostra come le tre cose si incastrano nel corso di un progetto.

Domande frequenti

Quando con un cliente è meglio una call di un video?

Quando il cliente deve reagire in tempo reale: una brutta notizia, una trattativa, un disaccordo o un feedback che potrebbe ferire. In call senti la sua reazione e puoi correggere il tiro; un video no.

È poco professionale dare una brutta notizia in video?

Spesso al cliente sembra così, perché non può fare subito le domande che ha. Diglielo prima in call, poi manda un riepilogo scritto con i dettagli.

Devo registrare un video che mostra i dati del cliente?

Solo se non puoi evitarlo, e mai per dati sensibili come informazioni sulla salute, buste paga o password. Condividi lo schermo dal vivo senza registrare, oppure usa dati di prova.

Posso usare un video per preparare una call con il cliente?

Sì, e funziona bene. Manda il giorno prima una breve spiegazione delle opzioni o dei numeri, così la call serve a decidere invece che a spiegare.

E se un cliente non guarda mai i miei video?

Con quel cliente passa al testo. Alcune persone leggono più in fretta di quanto guardino, e una breve email con gli stessi punti ti farà avere una risposta prima.

Scritto da

Nicolas Ricardi

Maker of JustRec, at Nube

Nicolas makes JustRec at Nube, a web studio in Italy. He built it for the videos Nube sends to its own clients: design reviews, handovers and quotes explained in a few minutes instead of a meeting.

www.wearenube.dev
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